Monologo

con Fiammetta Gullo

Adattamento teatrale e regia

Claudio Raimondo

Testo e collaborazione tecnica

Andrea Salusso

“La corsa” prende spunto dalla storia di Samia Yusuf Omar, un’atleta somala che nel 2008, all’età di 17 anni, mentre in Somalia infuria la guerra civile tra milizie islamiche e truppe governative, corre i 200 metri alle Olimpiadi di Pechino sotto la bandiera dello sgangherato Comitato Olimpico somalo.

Malgrado la pessima performance (si classificherà ultima e con grande distacco dall’atleta che la precede) autorevoli giornali diranno di lei che è stato “l’esempio più alto che quelle olimpiadi hanno saputo dare” e la stampa occidentale ne parlerà come di un’eroina che in patria rischia ogni giorno la vita per affermare il diritto alla libertà.

Ma gli argomenti che in occidente fanno di lei una paladina delle libertà, in Somalia sono motivo di discriminazione e, minacciata di morte, Samia deve lasciare Mogadiscio. Cercherà, attraverso il deserto libico e il mar Mediterraneo, di  raggiungere l’Italia dove spera di potersi finalmente allenare in pace, correre e magari anche vincere. 

 

Per la “biografia” di Samia, ci siamo basati sul romanzo di  Giuseppe Catozzella (Non dirmi che hai paura –Feltrinelli-) e sugli articoli della giornalista di Al Jazeera Teresa Krug e della scrittrice italo-somala Igiaba Scego.

Per la parte relativa alla guerra civile somala e la Libia post-Gheddafi, su documenti e reportage giornalistici. Per l’ultima parte (il viaggio), sulla testimonianza di Dagmawi Yimer (Addis Abeba Lampedusa, cronaca di un viaggio) e sul sito di Gabriele Del Grande (Fortress Europe).

 

Voce fuori campo

 Massimo Vai